Il T Amo, senza apostrofo.
Ebbi una storia, una bella
storia,come di un libro da leggere di quei romanzi rosa, di cui le
amanti si innamorano, di quelli che una volta letta l'introduzione ti
fanno brillare gli occhi creando la speranza di leggere vivendo in
pieno lo scritto narrato in terza persona da un qualsiasi sconosciuto
in piena crisi sentimentale.
Chi e' lui?
Chi e' lei?
Sono loro! I protagonisti,
loro che con gli sguardi vissuti al sussurro della lettura ti fanno
percepire la potenza della parola Ti Amo.
TI AMO, pronunciato in
francese chiudendo gli occhi sperando nella magia di trovarsi li
nella citta' dell'amore......Paris.......
T'AMO, rozzo, buttato li a
campare....... retto da quell'apostrofo che unisce le parole più
dolci per Loro, veloce spicciativo ma in sé molto intenso......:
Il “TI” che stabilisce
l'essere in carne nella persona di lui, o lei, che rivolge il
sentimento l'uno verso l'altro;
Il “AMO” a sentenziare
il sentimento scelto per esprimere il bene immenso voluto.
Ma avete mai sentito un T
AMO?
Pronunciatelo ,suona come
un T'AMO! Si è vero !
Ma se hai vissuto la
storia del romanzo con la consapevolezza di volere chiudere il libro
mettendo ogni sera la spunta alla pagina per tenere il segno di ciò
che già è stato letto e vissuto, e sapendo ciò che da vivere c'e'
leggendo le pagine future, allora sai come si pronuncia.
Si lo sai !
Perché se ti svegli al
mattino e nel prendere il libro non trovi più la spunta alla pagina,
inizi a prendere coscienza........
La coscienza che non ci
saranno più pagine da leggere per te, più nulla da vivere per quel
romanzo,
e allora ti fermi a
pensare, perché ?
Perché manca ? E come
potrò leggere la restante parte?
Non la leggerai!
Mancheranno le pagine
rimaste ai lembi strappate da una parte di Loro che una mattina si e'
svegliata e' ha avuto davanti gli occhi la paura di voler non sapere
cosa di scritto gli rimaneva da leggere, e allora toglie la “SPUNTA”,
e strappa i fogli, tenendo per se un romanzo comprato letto e riposto
a marcire senza più pagine da poter leggere.
E come il filo che fa'
prendere vita i PUPI ti lascia cosi, riposto appeso ad un chiodo
della parete aspettando il tuo prossimo PUPARO.
Non sai quanto aspetterai,
ne se ci sarà, sarai solo li appeso a fissare il vuoto senza voglia
di vivere
sussurrando tra le labbra
come un fischio il tuo T AMO, ciò che di resto ti viene lasciato tra
il libro,
con la consapevolezza e il
brivido della paura che forse un T'AMO non ci sarà più, e allora
che dire?
Nulla, non dire nulla e
aspettare che qualcuno ti dia la spunta da mettere su nu nuovo libro
staccandoti dalla parete e facendoti prendere vita attraverso il
filo, quello che in pausa ti ha tenuto appeso al muro, lo stesso filo
che come un condannato ti mette paura, ti darà vita nuova nei
movimenti, e nel tuo nuovo libro, nella tua nuova vita , dovrai
riprendere le forze di ritrovare quell'accento che manca al
sentimento pronunciato per dare vita ad un nuovo loro .
Io aspetto, ti aspetto
PUPARO, aspetto di ritrovare la forza di smettere il sussurrare una
parola di apostrofo mancante che di significato per me e' priva.
Forse mi illudo e continuo
a chiedermi Perché, forse non avrò mai una risposta al mio perché.
Forse non avrò mai il mio
puparo,
o Forse..............
Mi manchi
apostrofo...........
con affetto il PUPO.
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