sabato 29 dicembre 2012


Il T Amo, senza apostrofo.

Ebbi una storia, una bella storia,come di un libro da leggere di quei romanzi rosa, di cui le amanti si innamorano, di quelli che una volta letta l'introduzione ti fanno brillare gli occhi creando la speranza di leggere vivendo in pieno lo scritto narrato in terza persona da un qualsiasi sconosciuto in piena crisi sentimentale.

Chi e' lui?
Chi e' lei?

Sono loro! I protagonisti, loro che con gli sguardi vissuti al sussurro della lettura ti fanno percepire la potenza della parola Ti Amo.

TI AMO, pronunciato in francese chiudendo gli occhi sperando nella magia di trovarsi li nella citta' dell'amore......Paris.......

T'AMO, rozzo, buttato li a campare....... retto da quell'apostrofo che unisce le parole più dolci per Loro, veloce spicciativo ma in sé molto intenso......:
Il “TI” che stabilisce l'essere in carne nella persona di lui, o lei, che rivolge il sentimento l'uno verso l'altro;
Il “AMO” a sentenziare il sentimento scelto per esprimere il bene immenso voluto.

Ma avete mai sentito un T AMO?
Pronunciatelo ,suona come un T'AMO! Si è vero !

Ma se hai vissuto la storia del romanzo con la consapevolezza di volere chiudere il libro mettendo ogni sera la spunta alla pagina per tenere il segno di ciò che già è stato letto e vissuto, e sapendo ciò che da vivere c'e' leggendo le pagine future, allora sai come si pronuncia.

Si lo sai !

Perché se ti svegli al mattino e nel prendere il libro non trovi più la spunta alla pagina, inizi a prendere coscienza........
La coscienza che non ci saranno più pagine da leggere per te, più nulla da vivere per quel romanzo,
e allora ti fermi a pensare, perché ?
Perché manca ? E come potrò leggere la restante parte?
Non la leggerai!
Mancheranno le pagine rimaste ai lembi strappate da una parte di Loro che una mattina si e' svegliata e' ha avuto davanti gli occhi la paura di voler non sapere cosa di scritto gli rimaneva da leggere, e allora toglie la “SPUNTA”, e strappa i fogli, tenendo per se un romanzo comprato letto e riposto a marcire senza più pagine da poter leggere.

E come il filo che fa' prendere vita i PUPI ti lascia cosi, riposto appeso ad un chiodo della parete aspettando il tuo prossimo PUPARO.

Non sai quanto aspetterai, ne se ci sarà, sarai solo li appeso a fissare il vuoto senza voglia di vivere
sussurrando tra le labbra come un fischio il tuo T AMO, ciò che di resto ti viene lasciato tra il libro,
con la consapevolezza e il brivido della paura che forse un T'AMO non ci sarà più, e allora che dire?
Nulla, non dire nulla e aspettare che qualcuno ti dia la spunta da mettere su nu nuovo libro staccandoti dalla parete e facendoti prendere vita attraverso il filo, quello che in pausa ti ha tenuto appeso al muro, lo stesso filo che come un condannato ti mette paura, ti darà vita nuova nei movimenti, e nel tuo nuovo libro, nella tua nuova vita , dovrai riprendere le forze di ritrovare quell'accento che manca al sentimento pronunciato per dare vita ad un nuovo loro .

Io aspetto, ti aspetto PUPARO, aspetto di ritrovare la forza di smettere il sussurrare una parola di apostrofo mancante che di significato per me e' priva.
Forse mi illudo e continuo a chiedermi Perché, forse non avrò mai una risposta al mio perché.
Forse non avrò mai il mio puparo,
o Forse..............

Mi manchi apostrofo...........


con affetto il PUPO.